"Rosie Lawrence espone al Grand Hotel alcuni dei suoi lavori"
Quando un quadro dà voce alla natura

Rosie Lawrence espone, da oggi al 29 aprile presso il Grand Hotel, una ventina dei suoi ultimi minuziosi capolavori, per lo più nature morte e paesaggi toscani, dipinti in gran parte en plein air.
Questa artista inglese, a Firenze da decenni,usa il pennello con una sua particolarissima maestria e vive una sua singolare dimensione al di là del tempo. Si ispira al minuzioso naturalismo di Corot, dichiara affinità elettive con l’impressionismo di John Singer Sargent cita gli acquerellisti di fine Settecento, stupisce per le intense tonalità alla Cézanne.
Queste nature morte e paesaggi rappresentano un appassionato dialogo con una natura umanizzata, con una campagna familiare e domestica. Una fattoria, un vigneto, campi coltivati a grano. Una natura che lascia intuire la presenza dell’uomo ma dalla quale
l’uomo è fisicamente assente. E sopra le cose un cielo sempre vistoso e immanente, un cielo in movimento, colto via via nelle sue varie possibilità espressive: raramente sereno, semmai ventoso, annuvolato, preferibilmente dopo la pioggia, quando i colori del mondo diventano più intensi, i contrasti più acuti, i giochi delle ombre resi più evidenti da una luce filtrata.
Di lei Pierfrancesco Listri ha recentemente scritto: “Ad assistere un dispiegato senso delle stagioni, la malinconia vivace e fresca del maturare e sfiorire, sta un eccellente talento pittorico che rimanda addirittura alla grande tradizione passata delle maggiori pittrici, dalla Anguissola a Fede Galizia. La sfumata meteorologia del sorpreso quotidiano e qui irrobustita da una trepida solennità e da un forte gusto di sapienza manieristica.”
Allieva di Silvio Loffredo, Rosie Lawrence si è diplomata all’Accademia di Belle Arti e ha esposto in numerose personali e collettive. Nel 2005, in occasione della mostra Realtà ed emozione, omaggio a Camille Corot al castello Estense di Ferrara, ha ricevuto il primo premio attribuito insieme da critica e pubblico.

Martedì 3 Aprile 2007 Terza Pagina - 15 - Il Corriere di Firenze


Rosie Lawrence esprime una vera personalità inglese. In parte passionale e istintivamente emotiva, ma anche in parte precisa e perfezionista nel raggiungere cio che cerca. Le sue opere sono la perfetta espressione di questi suoi due lati, esprimono una stupore continuo di fronte alla Natura di cui colgono il respiro più profondo e nello stesso tempo Dipinta alla perfezione nella continua ricerca di una percezione visiva approfondita dalla cura nella tecnica.

3° Biennale Internazionale d'Arte di Ferrara - 2006 di Francesca Mariotti


"... in questo caffè, una nutrita serie di quadri la pittrice inglese, ma da anni toscana e abitante a Firenze, Rosie Lawrence.
Sono perlopiù paesaggi molti rigorosamente toscani, poi anche alcune suggestive nature morte. Rosie paesaggista privilegia campagne aperte, orizzonti di colline e di mare, ben campite e riscaldate da una passione emotiva trasfusa nell'amenità dei luoghi scelti, nelle ore atmosferiche e soprattutto nel colore. Noi preferiamo però le sue nature morte (fiori, frutti, vasi) nelle quali ad assistere un dispiegato senso delle stagioni, la malinconia vivace e fresca del maturare e sfiorire, sta un eccellente talento pittorico che rimanda addirittura alla grande tradizione passata delle maggiori pittrici, dalla Anguissola a Fede Galizia. La sfumata meteorologia del sorpreso quotidiano è qui irrobustita da una trepida solennità, e da un forte gusto di sapienza manieristica. Bella mostra."

Pierfrancesco Listri, Il Portolano dell'Arte, Il Giornale della Toscana - Gioved� 8 Febbraio 2007


"E la natura è per l'artista una occasione è per comunicare e rappresentare una grande gioia interiore in assonanza con gli eventi, i valori, i personaggi della sua arte."

Nicolina Bianch, Segni D'Arte, p27 Gennaio - Giugno 2002


"Ha appreso la grande emozione che suscita immortalare un ritratto e ha maturato fantasia e spirito vivace di ricerca ricorrendo al colore contro tutte le avanguardie che hanno gettato ombra alle nobili tensioni figurative. Nel luglio 2001 ha partecipato a Le Grande Mostre a Palazzo Barberini, a Roma."

AD, Architectural Digest - gennaio 2002


"Il pieno possesso dei mezzi tecnici e la ragguardevole cultura estetica e capacità interpretativa emergono evidenti. Il paesaggio, la natura morta e la figura sono resi con calibrati effetti di luminosità. Il segno è delicato ed i toni, trasparenti, sono armonicamente distribuiti."

Le Grandi Mostre a Roma


"...Un pittore ha l'obbligo morale di conferire alla propria ricerca e al proprio operato la dignità di una creazione elementare, pura, onesta, sincera, e Rosie Lawrence è già tutto questo... Lawrence, nel ritratto, riesce a essere quasi informale, nel senso che si avverte una trasformazione del soggetto, e introduce il fruitore in quelle forze emotive in cui si dissolvono i lineamenti ed emergono forme, colori e luci che si prestano a incessanti mutamenti. Così pure i suoi contenuti: un muro, una zolla di terra, un albero, un fiore, una natura morta, un cielo, un mare, per Lawrence non sono oggettualità ma colore: mai cioè dipinti per rappresentare una materia oggettiva, ma una struttura vibrante di pennellate che danno all'opera una convenzione formale ridotta al minimo, e alla sua pennellata una scomposizione in continuo movimento. In queste opere si sentono i ritmi, l'ansia, la memoria, il conflitto, quel conflitto che esalta e non si umilia, e lo spazio da cui deriva non è uno spazio riempito ma veramente colorato... Lawrence lotta fra soluzioni empiriche ed estetiche..."

Giovanni Spinicchia


"Con la colta vivacità passionale di chi si identifica nell'intima essenza della sua stessa arte, Rosie Lawrence, qualificata artista inglese che vive ed opera a Firenze, ci propone la cifra di una straordinaria possibilità compositiva. Sempre coerente alla necessità di fissare magistralmente sulla tela il valore dei più autentici contenuti del reale, questa sensibile interprete della pittura contemporanea trasmette nelle sue preziose nature morte, nel paesaggio e nella raffinata fisionomia veristica dei volti, dei gesti, degli sguardi dei suoi personaggi, l'integra resa espressiva della grande ritrattistica che nel Velazquez, nel Rembrandt, come in altri pittori del Seicento europeo, ha trovato universali referenti creativi."

Nicolina Bianchi, giornalista, critico d'arte, Roma
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